Le gambe per esoscheletro fai-da-te sono strutture meccaniche di supporto degli arti inferiori autoassemblate da appassionati, maker e appassionati di ingegneria, realizzate con materiali grezzi comuni quali profili in alluminio, strisce di acciaio, giunti a cerniera, molle a trazione e cinture regolabili. A differenza degli esoscheletri commerciali motorizzati per la riabilitazione o per uso industriale, la maggior parte degli esoscheletri per le gambe realizzati in casa adotta un design meccanico passivo, privo di motori, sensori o sistemi a batteria, basandosi invece sul vantaggio meccanico e su componenti elastici per ridurre il carico su ginocchia e zona lombare. I maker regolano solitamente lunghezza delle gambe, larghezza del bacino e angoli di rotazione dei giunti in base alle proprie misure corporee, progettando strutture di limitazione per prevenire iperflessioni durante accovacciamenti, arrampicate o sollevamento di carichi pesanti. Questi dispositivi casalinghi possono alleviare la fatica durante lunghe camminate, escursioni in salita e compiti che richiedono sollevamenti frequenti, fungendo inoltre da prototipi sperimentali per lo studio della biomeccanica, della stabilità strutturale e della progettazione ergonomica. Tuttavia, gli esoscheletri per le gambe fai-da-te non dispongono di certificazioni ufficiali di sicurezza, di taratura precisa del carico né di meccanismi di protezione contro le cadute. Una scelta inadeguata dei materiali o difetti strutturali potrebbero causare abrasioni articolari, fratture strutturali o lesioni fisiche secondarie. Di conseguenza, tali dispositivi risultano più adatti alla ricerca tecnica, all’uso personale sperimentale e a scenari di assistenza con carichi ridotti, piuttosto che alla riabilitazione medica o a ambienti lavorativi industriali ad alta intensità.